Oro della terra

FRUTTA E VERDURA PIENA DI VITA

FRUTTA E VERDURA DEL MESE

I consigli delle stagioni fanno vivere meglio.

Frutta e verdura hanno sempre effetti benefici sulla salute: fanno sentire in forma le persone e contribuiscono al loro benessere.

Tuttavia è buona norma seguire i consigli delle stagioni: la natura, infatti, ci dona ciò di cui abbiamo bisogno, al momento giusto.

Consumare frutta e ortaggi di stagione è la scelta giusta per molti motivi: in primo luogo, i prodotti locali non viaggiano su navi e aerei che provengono dall'altra parte dell'oceano e quindi non inquinano.

Inoltre la frutta raccolta molto tempo prima di essere consumata perde alcune caratteristiche organolettiche e ha un sapore più anonimo.

Per questo scegliere frutta e verdura di stagione vuol dire gustare prodotti naturali, buoni e saporiti.

In questa sezione sono illustrate alcune tipologie di prodotti che trattiamo, che per questo mese abbiamo selezionato per voi.

1 - CLEMENTINE

Le clementine hanno un basso valore energetico, sono molto ricche di Vitamina C, sono fonte eccellente di sali minerali, acidi organici e fibre. Contribuiscono alla protezione delle pareti vascolari, sono diuretiche e rinfrescanti.
In autunno le malattie da raffreddamento sono molto diffuse. Per prevenirle troviamo ottimi alleati nei frutti di clementine che arrivano in questi giorni sui mercati. Il succo è ricco di vitamina C, B1, B2 e B6 e zuccheri semplici. Molto digeribile, rispetto agli altri agrumi è la meno ricca di acidi e dunque più adatta agli stomaci delicati. Particolarmente diuretiche sono adatte come fuori pasto o snack nelle diete ipocaloriche. Utili nelle convalescenze post influenza ma anche e soprattutto per rinforzare il sistema immunitario.

Le clementine di Oro della Terra, fresche e succose, sono disponibili da novembre a gennaio, provenienti soprattutto dalla Basilicata e dalla Calabria, aree dove si producono le migliori clementine nazionali. 

2 - GOBBI

Il gobbo di Trodica (cardo di Macerata)

Ulderico Angerilli, produttore agricolo di Piediripa, è uno dei pochi custodi del germoplasma originale del "Gobbo di Trodica", varietà da sempre coltivata ai lati del fosso di Trodica, un piccolo fosso che dalla zona Pace di Macerata scende fino al fiume Chienti attraversando il paese di Trodica.

Rispetto agli altri cardi, la pianta autoctona è priva di spine, le costole sono più ampie e piene di colore bianco avorio, il sapore decisamente più delicato.
Proprietà che sono frutto di una particolare lavorazione detta "interratura", una volta legate assieme le foglie della pianta, questa viene piegata di lato e interrata in una buca, lasciandone fuori solo la sommità. Sotto terra resta dai quindici ai trenta giorni, durante i quali acquista il colore biancastro, perde l'amaro e assume una forma particolare, da cui il nome di gobbo.

Piatto immancabile nella cucina povera della tradizione agricola Maceratese, una volta lessato è pronto per essere fatto in padella con la salsiccia, in umido e fritto con lo strutto.

3 - PERE ABATE

Vorremmo sfatare una credenza che non condividiamo. Sì, perché c’è chi dice che le pere siano frutti vecchi, adatti solo alle persone anziane e per un consumo castigato, di basso profilo. Bene, vi dimostreremo che non è così e che le pere sono adatte per tutti: giovani e, naturalmente, meno giovani. Vediamo perché.
Per cominciare, vorremo dirvi che è giovane sviluppare abbinamenti innovativi con altri prodotti: le pere sono versatilissime e offrono grandi possibilità “creative”. E non si tratta solo di non far sapere al contadino com’è buono il cacio con le pere. Volete qualche esempio? Provate a cuocere in forno alcune pere come la nostra Kaiser, soda, croccante e granulosa e poi completarle con cioccolato amaro fuso oppure salsa di amaretti. O ancora con ricotta montata, magari con qualche candito e scaglie di cioccolato fondente.
Non avete tempo per lavorare al forno? Non preoccupatevi, dalle pere avrete sempre risposte giovani e veloci. Provate a metterle in insalata, condite con un filo di olio extra vergine d’oliva e succo di limone, abbinandole con i finocchi. Oppure con cetrioli, menta e pinoli. Per le insalate a base di pere è molto importante ricordare che la scelta delle varietà si allarga: Abate Fetel, William, Decana del Comizio, Conference, tanto per suggerirvi le più importanti, sono tutte adattissime grazie al loro spiccato aroma.
Ma è giovane anche consumare un frutto così tipico che promuove lo sviluppo del territorio. E’ per questo che Oro della Terra vi offre pere dell’Emilia Romagna, il principale polo produttivo europeo che da anni sostiene lo sviluppo della pera tipica.

PERE E BELLEZZA
Le pere sono poco caloriche (30-35 kcal per 100 g), ed hanno un indice di sazietà piuttosto elevato; sono quindi indicate negli spuntini o per concludere un pasto poco saziante.
In cosmesi la maschera di polpa di pera è emolliente ed idratante.

FRUTTO A BASSO CONTENUTO CALORICO

4 - CAVOLFIORI

Il nome cavolfiore ci ricorda che la parte commestibile della pianta sono i fiori bianchi che costituiscono l'infiorescenza, detta corimbo, che forma la palla bianca e granulosa che ben conosciamo. Esistono diverse tipologie locali, oggi affiancate da varietà selezionate, che offrono sapore, qualità e produttività.
In cucina possiamo dare al cavolfiore soluzioni diverse che ne esaltino il marcato sapore. Vorremmo proporvi il cavolfiore in pastella, un piatto nutriente a base di fiori di cavolfiore avvolte in una morbida pastella, fritte in olio extra vergine d'oliva e  rese ancora più gustose grazie all'aroma della noce moscata o di altre spezie a seconda del gusto. E' una ricetta semplice e veloce - non ci vogliono più di venti minuti - adatta anche ai bambini. Inoltre, è molto conveniente.
Si inizia pulendo il cavolfiore, mondandolo e staccando i fiori dal gambo con l’aiuto di un coltello. Si cuoce al vapore o in acqua salata per pochi minuti: i fiori devono essere croccanti, non troppo cotti. Mentre si raffreddano, bisognerà preparare la pastella: Si dividono i tuorli dagli albumi, che si montano a neve. A parte si sbattono i tuorli con il sale, aggiungendo il formaggio grattugiato, il latte e la farina setacciata poco alla volta alternandoli. Quando l’impasto sarà cremoso e ben amalgamato si aggiungete la noce moscata oppure un altro odore a piacere, come la maggiorana, e per ultimo l’albume montato a neve, mescolando delicatamente per evitare che si smonti. Per la frittura, si scalda l’olio in una padella, si immerge ciascun fiore di cavolfiore nella pastella (ci si può aiutare con una forchetta) e si frigge quando l'olio è caldo, ad una temperatura tra i 160° e i 180°C. Si scolano i fiori, lasciandoli asciugare su carta assorbente. Vanno serviti caldi, se piace con una spolverata di foglie di prezzemolo fresco tritate.

5 - INDIVIA

Le indivie hanno origini molto diverse. Dal Mediterraneo arrivano riccia e scarola, mentre la cicoria Witloof è chiamata “Belga” per ricordare la sua nascita per merito di un agricoltore belga a metà dell’Ottocento. Tutte e tre però si distinguono per un carattere comune: la bianchezza delle foglie. Mentre la Belga si presenta completamente bianca alla vista, nel suo brillante color avorio, riccia e scarola preferiscono conservare le foglie più tenere e bianche, apprezzate per la loro delicatezza, all’interno del cespo. Questo non è casuale ma frutto di un’operazione colturale chiamata “imbianchimento”, che si esegue legando le foglie di ogni cespo con un filo di rafia e mantenendo i cespi legati per almeno due settimane, al termine delle quali le piante possono essere raccolte, presentandosi col tipico contrasto di colori tra il verde delle foglie esterne ed il bianco brillante delle foglie interne. Per facilitare l’acquisto e rendere riccia e scarola più attraenti, nei punti di vendita le indivie si presentano “aperte”: le foglie sono allargate e lasciano scoperto il cuore del cespo. Per riuscire a fare quest’operazione senza rompere la pianta, la s’immerge in acqua in modo che la pressione esercitata riesca ad aprire le foglie in modo naturale. Questa attenta cura da parte degli agricoltori permette ai cespi di riccia e scarola di Oro della Terra di presentarsi sempre delicati e brillanti, pronti per l’uso in insalata o per preparare ricette mediterranee di successo, per esempio nella tradizionale minestra di ceci, in cui la scarola rappresenta un ingrediente importante.

INDIVIE E BELLEZZA
Le indivie sono ipocaloriche e adattissime nelle diete, anche grazie alle buone quantità di minerali contenuti. L’infuso è tonico, depurativo, diuretico e, lassativo. E’ diuretica e blandamente sedativa.

6 - RADICCHIO

Esistono diversi tipi di radicchio. I principali, capaci di soddisfare le richieste anche più esigenti per tutto l'anno, sono il radicchio rosso tondo, composto da foglie tonde e grandi che si sovrappongono per formare una sfera rossa e bianca (il bianco è dato dalle nervature delle foglie), ed il rosso lungo, che si presenta in due tipologie: lungo precoce e lungo tardivo.
Il radicchio tondo è leggermente amarognolo e mediamente croccante. Lo si trova in ogni stagione. Come gli altri radicchi, è buonissimo condito con olio extravergine di oliva. Può essere cotto sulla piastra o alla griglia, un uso per il quale sono adattissimi i radicchi lunghi, disponibili da settembre alla primavera nelle due tipologie precoce e tardivo. Volendo preparalo in modo ancora più saporito utilizzando ingredienti mediterranei, potremmo completare il radicchio con olio extra-vergine d'oliva e capperi. Si lava ogni cespo di radicchio, lo si asciuga e con un coltello lo si divide a metà per il senso della lunghezza, massaggiando ogni pezzo con un cucchiaio di olio extra-vergine di oliva. Si scalda sul fuoco una bistecchiera; quando sarà ben calda si posano i pezzi di radicchio, facendoli cuocere per almeno dieci minuti e girandoli spesso su ogni lato. Nel frattempo si scalda l'olio extra-vergine d'oliva in una padella antiaderente e verso la fine si aggiungono alcuni capperi. Una volta cotto il radicchio, lo si pone su di un piatto da portata, cospargendolo con l'olio e i capperi, a piacere si aggiunge un pizzico di paprika, il sale e un filo di olio extra-vergine di oliva crudo. Consigliamo di servirlo caldo.

7 - SPINACI

E' facile associare l'immagine degli spinaci all'immagine del cartone animato di Braccio di Ferro. Molto probabilmente questo cartone ha contribuito alla diffusione del consumo di questo ortaggio soprattutto tra i bambini, che associano gli spinaci ed il ferro in essi contenuto ad una incredibile forza. In cento grammi di spinaci troviamo circa 2,9 mg. di ferro vegetale, che però non è facilmente assimilabile ed è quindi trattenuto dall'organismo in minima quantità. Quindi, gli esperti in materia consigliano di consumare in abbinamento agli spinaci anche alimenti che contengano acido ascorbico, come ad esempio il limone. Infatti l'acido ascorbico è in grado di favorire l'assimilazione di ferro vegetale.

GLI SPINACI SONO PRODOTTI:
A BASSO CONTENUTO CALORICO
AD ALTO CONTENUTO DI VITAMINA A
AD ALTO CONTENUTO DI VITAMINA C
AD ALTO CONTENUTO DI PROTEINE
FONTE DI RAME
FONTE DI FERRO
FONTE DI MAGNESIO


Per poter beneficiare al meglio delle proprieta’ salutari degli spinaci, conviene mangiarli crudi, conditi con olio e sale. Se si preferisce cuocerli, è meglio scegliere una breve cottura a vapore, per non perderne le virtù. Per conservare la maggior quantità possibile di proprietà suggeriamo di utilizzare per la cottura l'acqua dell'ultimo lavaggio.

Gli sportivi trovano negli spinaci un alimento che offre vitamine, sali minerali ma soprattutto ferro e proteine per dare più forza ai muscoli. Il miracoloso effetto degli spinaci su Braccio di Ferro si fonda quindi sulla realtà, rendendoli adattissimi per gli sportivi. Anche i più giovani dovrebbero seguire l'esempio di Braccio di Ferro consumando più spinaci per approfittare dell'energia che possono fornire.

La nostra mascotte Verdina ricorda che con un piatto di spinaci soddisfiamo il nostro fabbisogno giornaliero di frutta e verdura VERDE. Per completare la giornata ci mancano il bianco, il giallo-arancio, il rosso ed il viola.

8 - MELE

La pianta del melo ha origine in Asia centrale. L'evoluzione dei meli botanici risalirebbe al Neolitico. Alcune spedizioni archeologiche hanno rinvenuto resti di alberi di melo negli scavi di Gerico, nella valle del Giordano in Asia Minore, databili al 6500 a.C. La sua raffigurazione nei dipinti rinvenuti negli scavi di Ercolano, e in particolare nella Casa dei Cervi, testimonia l'antichissima diffusione della coltivazione del melo in epoca romana.
I nostri produttori raccolgono le differenti varietà di mele da luglio all’inizio dell’autunno, con la cura richiesta da un’operazione che racchiude tutti gli sforzi fatti durante la coltivazione. Per un anno concimazioni, potature, lotta integrata ai parassiti, irrigazione assorbono impegno ed attenzione da parte dei nostri coltivatori.Raccogliamo le mele in autunno, ma le consumiamo durante tutto l’anno. Com’è possibile? E’ molto semplice. Grazie alle naturali caratteristiche fisiologiche, le mele si possono conservare anche per un intero anno in frigorifero, dove riposano e, a seguito della perdita di acqua interna, acquisiscono una maggiore dolcezza. E’ grazie a questa naturale dote ed ai magazzini frigoriferi di Oro della Terra, che possiamo consumare mele dolci e croccanti tutto l’anno, in una gamma capace di soddisfare tutte le esigenze. Royal Gala, fresca, dolce e gradevole, è la prima ad essere raccolta. E’ la più fresca e ci accompagna sulla tavola di Natale per poi proseguire fino a primavera insieme a tante altre varietà. Per esempio Golden Delicious, che potremmo definire la “regina delle mele”, gialla e croccante, che segue la nostra vita durante tutto l’anno, da una raccolta all’altra. Spesso ve la proponiamo rugginosa: si conserva un poco meno, ma è ancora più dolce. Per chi ama le mele dolci, proponiamo Fuji, le Delicious rosse, Pink Lady® e la tipica Annurca, a detta di molti studiosi la mela effettivamente ritratta nei dipinti della casa dei cervi per confermare il legame di questa mela con la Campania. Chi predilige sapori più aciduli potrà deliziarsi con Granny Smith, la mela verde e croccante, e Morgenduft. E se avete voglia di lavorare ai fornelli, vi consigliamo la nostra Renetta, perfetta per frittelle, torte e al forno. Lo sapevate che è la mela ideale per lo strudel? Se poi voleste cercare un prodotto tipico locale, ecco la mela Rosa, con una polpa bianca, soda, croccante e di sapore zuccherino acidulo. La troviamo in Val d’Aso e sui Monti Sibillini. Le mele Rosa sono capaci di conservarsi per lunghi mesi in melario senza perdere le qualità organolettiche originarie: in altre parole, non hanno bisogno del frigorifero per resistere durante l’inverno. Un’ultima curiosità: pare che la denominazione ”rosa” data fin dall’antichità a queste mele non derivi tanto dal colore dei frutti, quanto piuttosto da una sostanza aromatica – il geraniolo – che caratterizza l’aroma del fiore del melo proprio con sentori di rosa.

MELA E BELLEZZA 
La mela ha un bassissimo apporto calorico e, grazie alla pectina, aiuta a eliminare dal corpo le sostanze tossiche. Anche per rinnovare, addolcire ed esfoliare la pelle, la mela è perfetta. Infatti, si presta anche ad essere utilizzata per preparare in casa maschere di bellezza. Le mele vanno bene come base per fare un peeling delicato utile per eliminare le cellule morte in superficie e rendere la pelle liscia e vellutata oppure un massaggio rilassante. Uno studio americano ha scoperto che le persone che mangiano regolarmente mele con la buccia - ricca di fibre e vitamine - si sentono sazie prima e più a lungo di chi non ne consuma, diminuendo allo stesso tempo la fame nervosa, prima causa dell'aumento di peso. 
Qualche link utile: 
http://www.unamelaalgiorno.com 
http://www.piaceredimela.it/italian/salute.php 
http://www.mela-pinklady.com

9 - KIWI

La storia del kiwi nasce in Cina, più di settecento anni fa nella valle del fiume Yang-Tse, che ha dato al frutto il suo nome originario "Yangtao".  Gli imperatori della Cina lo consideravano una prelibatezza, apprezzavano il suo gusto delizioso e la sua polpa color smeraldo. Il resto del mondo cominciò a conoscerlo solo nell’Ottocento, quando un collezionista della Reale Società Britannica di Orticultura spedì in patria alcuni frutti e i loro semi. E' così che dall'Inghilterra, nel 1906, i semi dello Yangtao giunsero in Nuova Zelanda, dove si adattarono rapidamente trasformandosi in una varietà dai frutti più grandi e saporiti. Spedito negli USA intorno al 1960, questo frutto fu poi chiamato kiwi in onore del simbolo nazionale neozelandese. La pianta arriva in Italia come albero da frutto intorno al 1970 ed è un successo costante. La coltivazione si diffonde in tutto il paese e porta rapidamente l’Italia al primo posto nella graduatoria dei produttori mondiali. Oro della Terra ha scelto da tempo di avviare rapporti di collaborazione con fornitori della Romagna, dove la costante attenzione dei produttori ha permesso alla coltivazione del kiwi di inserirsi nel territorio in modo sostenibile e con un occhio sempre attento all’innovazione. E’ grazie a questa capacità che Oro della Terra è in grado di offrirvi kiwi adatti a diverse esigenze. Il kiwi verde, ben conosciuto, dal sapore acidulo che ne rende i frutti adatti come rinfrescanti e digestivi, ideali a pranzo e a cena. Ma anche il nuovo kiwi dalla polpa gialla e dal sapore più dolce, adattissimo per la prima colazione e per uno snack originale.

KIWI E BELLEZZA
Il kiwi contribuisce a mantenere turgida la pelle, migliora la circolazione sanguigna ed è un efficace lassativo, soprattutto se consumato a digiuno il mattino. In cosmesi si utilizza la polpa dei frutti per preparare maschere nutrienti; il succo, invece, ha un'ottima azione detergente e viene impiegato come ingrediente delle lozioni per la pelle.